In: News0

A seguito delle ultime vicende emerse sulla questione autoconsumo, HDR intende fornire un chiarimento da un punto di vista generale e dare garanzie ad attuali e futuri Co-Partner sul funzionamento e sulla legalità del proprio Network in riferimento agli articoli 4 (Disciplina del rapporto fra impresa affidante e incaricato alla vendita diretta a domicilio. Compenso dell’incaricato), 5 (Divieto delle forme di vendita piramidali e di giochi o catene) e 6 (Elementi presuntivi) della legge n° 173 del 17 Agosto 2005.
HDR non obbliga i Co-Partner ad acquistare un kit d’inizio attività e/o ad effettuare autoconsumo.
Per CMM (Consumo Minimo Mensile), infatti, s’intende il fatturato di euro 20,00 IVA esclusa, che il Co-Partner deve generare con cadenza mensile al fine di ottenere anche le provvigioni e i bonus indiretti derivanti dall’eventuale downline. Generare il CMM non rappresenta un obbligo ma un’ulteriore opportunità di guadagno.
Avremmo agito nell’illegalità se avessimo obbligato i Co-Partner a generare il CMM per ricevere le provvigioni derivanti dalla Vendita Diretta Personale. L’autoconsumo non è illegale, è illegale l’obbligo di autoconsumo.
Per fugare ogni dubbio di interpretazione, da oggi è possibile generare il CMM in due modi e senza alcuna variazione di calcolo provvigionale:

1) Spuntando la casella “Consumo Minimo Mensile personale”
2) Spuntando la casella “Consumo Minimo Mensile al cliente”

Per completezza riportiamo gli articoli citati
L’art. 4 comma 4 della legge n° 173 del 17 Agosto 2005:
“Nei confronti dell’incaricato alla vendita diretta a domicilio non può essere stabilito alcun obbligo di acquisto:
a) di un qualsiasi ammontare di materiali o di beni commercializzati o distribuiti dall’impresa affidante, ad eccezione dei beni e dei materiali da dimostrazione strumentali alla sua attività che per tipologia e quantità sono assimilabili ad un campionario.”
b) di servizi forniti, direttamente o indirettamente, dall’impresa affidante, non strettamente inerenti e necessari all’attività commerciale in questione, e comunque non proporzionati al volume dell’attività svolta.
L’art. 5 della legge legge n° 173 del 17 Agosto 2005:
1)Sono vietate la promozione e la realizzazione di attività e di strutture di vendita nelle quali l’incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacità di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi determinati direttamente o attraverso altri componenti la struttura.
2) È vietata, altresí, la promozione o l’organizzazione di tutte quelle operazioni, quali giochi, piani di sviluppo, “catene di Sant’Antonio”, che configurano la possibilità di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone e in cui il diritto a reclutare si trasferisce all’infinito previo il pagamento di un corrispettivo.
L’art. 6 della legge n° 173 del 17 Agosto 2005:
1. Costituisce elemento presuntivo della sussistenza di una operazione o di una struttura di vendita vietate ai sensi dell’articolo 5 la ricorrenza di una delle seguenti circostanze:
a) l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di acquistare dall’impresa organizzatrice, ovvero da altro componente la struttura, una rilevante quantità di prodotti senza diritto di restituzione o rifusione del prezzo relativamente ai beni ancora vendibili, in misura non inferiore al 90 per cento del costo originario, nel caso di mancata o parzialmente mancata vendita al pubblico;
b) l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di corrispondere, all’atto del reclutamento e comunque quale condizione per la permanenza nell’organizzazione, all’impresa organizzatrice o ad altro componente la struttura, una somma di denaro o titoli di credito o altri valori mobiliari e benefici finanziari in genere di rilevante entità e in assenza di una reale controprestazione;
c) l’eventuale obbligo del soggetto reclutato di acquistare, dall’impresa organizzatrice o da altro componente la struttura, materiali, beni o servizi, ivi compresi materiali didattici e corsi di formazione, non strettamente inerenti e necessari alla attività commerciale in questione e comunque non proporzionati al volume dell’attività svolta.

Facebook Comments