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Lo scorso anno ha fatturato 9 miliardi di euro.

Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, ha presentato Beauty Report 2012, il terzo Rapporto annuale sul valore dell’industria cosmetica in Italia, curato da Ermeneia ed edito da Franco Angeli.
Un percorso creativo, modulato tra riferimenti artistici, scientifici ed eccellenze italiane, da Cesara Buonamici, Fabio Franchina, Presidente di Cosmetics Europe, Gioacchino Nicolosi, Vicepresidente Federfarma e Andrea Mandelli, Presidente FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani).
Il dibattito metterà a confronto Nadio Delai, Presidente di Ermeneia, Melania De Nichilo Rizzoli, Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, Laura
Froner, Vicepresidente Commissione Attività produttive della Camera dei deputati, Elisabetta Gardini, Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza
alimentare del Parlamento europeo, Vincenzo Maglione, Presidente Gruppo Cosmetici in Farmacia di Unipro e Fabio Rossello, Presidente di Unipro.
Le conclusioni saranno, invece, affidate al Ministro della Salute Renato Balduzzi.
«Il Rapporto sull’industria cosmetica – commenta Nadio Delai, presidente di Ermeneia, società di consulenza e ricerca sociale diretta – illustra i fenomeni
chiave di un settore che nel 2011 ha fatturato 9 miliardi di euro, registrando una crescita prossima ai 4 punti percentuali, e ha dimostrato di saper attraversare l’attuale crisi in maniera attiva, incorporando via via la mutazione che le imprese hanno affrontato e stanno ancora in parte affrontando. Dallo studio sono emersi alcuni punti salienti: si registra una crescita dentro la crisi, la quale conferma i segnali di ripresa con vigore che sono stati registrati lo scorso anno; si è fatto sempre più chiaro l’intreccio virtuoso che esiste tra a-ciclicità ed anti-ciclicità del settore; si vanno formando dei raggruppamenti differenziati che manifestano una diversa capacità di “metabolizzare” in maniera attiva la crisi da parte delle imprese; appare del tutto evidente l’importanza di rafforzare gli “esercizi di filiera” da parte delle diverse componenti della medesima». «L’attenzione al sociale – conclude Fabio Rossello, presidente di Unipro – è un aspetto che sarà sempre più curato dal nostro comparto, che esprime già livelli di eccellenza in questo ambito di responsabilità. La sensibilità della cosmetica italiana è più naturale che in altri settori perché ci occupiamo quotidianamente di un prodotto che soddisfa concretamente tutti i livelli di bisogno. Se consideriamo la piramide di Maslow, il cosmetico si inserisce in ognuno dei cinque livelli di bisogno:
dal primo livello, legato ai bisogni fisiologici dell’igiene della persona, fino all’ultimo, relativo ai bisogni di realizzazione di sé e del proprio benessere (formando la propria identità e le proprie aspettative, si aspira ad occupare una posizione soddisfacente nel gruppo sociale). Il tema del cosmetico come elemento di sviluppo sociale, come indice di crescita e come esperienza di sostenibilità industriale, non è il risultato di recenti approfondimenti ma, come spiegheranno anche le future edizioni del Beauty Report, un elemento distintivo di un settore importante per la nostra economia».

Unipro

 

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